Descrizione
Marinella di Selinunte è un borgo del comune di Castelvetrano, sorto accanto al celebre Parco Archeologico di Selinunte, uno dei più grandi d’Europa. La struttura urbana si è sviluppata lungo la fascia costiera come propaggine del porticciolo verso l’interno, seguendo l’andamento curvilineo di via Giovanni Caboto, con assi viari paralleli e perpendicolari al mare e una prevalente tipologia edilizia a schiera. Insieme alle frazioni di Triscina, Tre Fontane e Porto Palo forma uno dei tessuti turistici più popolati della Valle del Belice.
Notizie storiche
L’area è segnata dalla Selinunte greca, fondata da coloni di Megara Hyblea nel 650 a.C. e distrutta dai Cartaginesi nel 409 a.C.; le rovine furono riscoperte nel XVIII secolo e poi tutelate per decreto. Il borgo vero e proprio nacque attorno a un porto di pescatori dell’Ottocento, che ospitava pescatori di tutta la Sicilia occidentale soprattutto d’estate. In una prima fase si riposava sulle barche; in seguito sorsero abitazioni, magazzini e laboratori del “salato” per conservare il pescato. La forte pressione antropica e l’abusivismo edilizio hanno segnato negli anni la costa.
Pesca
La tradizione ruota attorno alla pesca con la tratta (o menaide) di acciughe e sarde, oggi in rivitalizzazione, in parte sostituita dal cianciolu con lampara. La rete viene calata i chiana, i livanti e pponenti o i punta fuora a seconda delle stagioni; i pesci, smagliati uno a uno, acquistano un sapore più sapido per la perdita di sangue.
- Marineria: Marinella di Selinunte
- Tipologia: Piccola Pesca Artigianale
- Attrezzi: tratta (menaide), cianciolo, lampara, reti da posta
- Specie: acciughe, sarde, pesce azzurro
Servizi e strutture
Il borgo è collegato dalla Strada Statale 115, principale asse verso Castelvetrano e il Parco di Selinunte. L’approdo / porticciolo, nucleo generativo del centro urbano, è protetto da due moli con frangiflutti, con un molo di ponente a difesa della spiaggia. Ricca offerta ricettiva e ristorativa.
Patrimonio culturale
Parco Archeologico di Selinunte — Adiacente al borgo, sito di rilievo internazionale, tra i più estesi parchi archeologici d’Europa.
Approdo e porticciolo storico — Nucleo originario del borgo, ancora cuore della vita marinara e della piccola pesca.
Tradizioni gastronomiche — La sarda incannata, infilzata su spiedi di canna e arrostita sui tralci di vite; il tiànu di San Giuseppe, i bucatini con sarde e mandorle del 19 marzo; il pane cunzato e la ghiotta marinara.
Mercato del pesce — Si svolge al mattino presso il porto con l’asta del pescato, cantata con teatralità tradizionale fatta di gesti, suoni e voci.
Celebrazioni rituali
Festa del Sacro Cuore di Maria — Da oltre trent’anni, la penultima domenica di agosto, la “Madonnina di Selinunte” viene caricata su un’imbarcazione illuminata a festa e trasportata dal porticciolo fino a Triscina, seguita da una flotta di pescherecci. Dopo la celebrazione in piazza Empedocle e la benedizione in mare, la statua rientra tra una scia di luci e uno spettacolo pirotecnico.
Mercato e asta del pesce — Rito quotidiano della comunità marinara, l’incanto del pescato presso il porto resta uno degli spazi identitari più vivi del borgo.





